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visitato *loading* volte
ultimamente ricevo sempre messaggi doppi,
quelli che non rientrano nei canonici 160 caratteri.
beh, è un male.
in linea di massima,
se si usa un messaggio per qualcosa che non rientra nei caratteri
vuol dire che sarebbe bene dire quella cosa a voce.
e invece no.
i suddetti messaggi arrivano sempre col buio,
arrivano tardi,
quando i negroni sono già andati
e la benevolenza è solo un ricordo.
per questo
non trovo niente di meglio
che scrivere qui,
invece che rispondere.
il parabrezza ha segni di tergicristalli sporchi.
il sole si riflette insistente nei solchi.
non che il rumore fosse assordante,
ma continuo e lamentoso.
decido di abbassare il volume.
ma l'autoradio era spenta.
schizofrenia.
alle volte sembra quasi di poterla accarezzare,
come se fosse interessante.
caricare e scaricare non fa per me.
l'assenza di una benchè minima preparazione atletica
alla lunga mostra la corda.
cancelli automatici (ma non del tutto),
rotelle inutili,
gradini troppo alti,
cavi che intralciano.
posticipare gli impulsi,
per vederne la reale dimensione.
ci sono sere in cui gli interrogativi sono pesanti nuvole
e gravano sulla testa d'ognuno allo stesso modo,
o almeno così pare.
avrei nostalgia del tuo stretto cappotto?
mattinata iperglicemica.
ma col sorriso,
devo ammetterlo.
un pomeriggio di freddo secco.
l'asfalto arido come il deserto.
potrebbe dare ispirazione a occhi abituati a bere.
purtroppo non per me,
ho occhi troppo sottili.
mia nonna sente poco e forse anche io.
non ha bisogno di sentir "salire" il caffè.
sente il tempo.
io invece,
gioco coi tempi,
li mischio,
ma il risultato rimane lo stesso.
insensato.
"me ne frego di dio, me ne frego del demonio,
me ne frego dei sacramenti, me ne frego di te!"
metto ordine,
o almeno ci provo.
mattinata intensa,
ci voleva.
piove (governo ladro).
varco la soglia
e nelle mie cuffie c'è luigi tenco.
decisamente di un altro tempo rispetto agli astanti.
il mio cielo è greve,
il mio sorriso è lieve.