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visitato *loading* volte
i miei guardano fuori dalla finestra,
ognuno la sua.
peccato che una coltre di nebbia impedisca di apprezzare appieno il banale paesaggio.
banale non vuol dire che non ci si possa affezionare.
io preparo loro il caffè,
fregandomi le mani.
rubare un bacio al tempo.
è stato giusto un attimo,
un sentore.
non c'è brivido in ciò che è dovuto
e peccato sia durato così poco.
spesso (ma si potrebbe azzardare anche un sempre)
chi ride
ha come interlocutore
qualcuno più triste di sè.
"...ma nieeenteee canzooooni d'amoooor..."
ho preso un quaderno nuovo,
che la copertina diversa mi possa ispirare.
ho scelto un foglio bianco,
che abbia tutto lo spazio per scrivere.
...peccato che abbia perso le idee.
"Potrebbe essere peggio, potrebbe piovere!"
(Igor "Aigor")
e mi fa notare un'imbarcazione che sembra stia andando alla deriva.
forse solo per avvertirmi per tempo,
mica di lasciarla andar via così.
difficile aprirsi un varco nell'intonaco,
ma cominciare con una crepa dà una discreta soddisfazione,
poco importa che il muro sembri cadere,
bisogna starci sotto.
ultimamente do pugni al volante,
strano, non l'avevo mai fatto.
anche oggi l'ho colpito,
quindi ho alzato il volume
"in dolce solitudineee...".
nulla di grave,
ma il pomeriggio poteva andare meglio.
forse è bastata anche solo una frase,
neanche troppo seriosa,
a farmi realizzare di essere quasi sul bordo.
e qui,
solo terra che piove giù.
una domanda,
ovvia,
dovuta,
concreta:
tutto qui?