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visitato *loading* volte
alle volte non capisco.
(a dirla tutta non capisco. mai.)
io mi sveglio con il mal di testa,
passo tutta la mattina in sua compagnia.
a pranzo,
mangia dal mio piatto e parlotta con l'abbiocco,
i due se la intendono
e sembrano ridere di me.
non appena l'ingombrante ospite leva il disturbo,
sembra che subito cominci a lavorare per farlo tornare
e chiedo solo una cosa al campari:
perchè?
forse riesce a guardarmi davvero dentro.
senza ritegno,
mette soggezione.
un languido sassofono,
per antonomasia.
scheggia la superficie delle convinzioni,
instillando strani dubbi.
pensieroso esco dalla macchina,
alzo gli occhi,
dico una cosa:
e senza vergogna.
basta un attimo,
uno sguardo più attento,
sobbalzo dall'assopimento.
realizzo.
e io non provo niente,
ma niente!!
cambio colore alla parola,
c'è un senso di liberazione in quel grigino insulso.
potrei dire che ci sono 25 modi di dire 35,
ma forse mentirei,
o forse non saprei spiegare il perchè.
poco importa,
mi godo questo breve spazio.
lasciatemelo.
ancora revival,
ancora salette.
conscio di quanto possa essere noioso ascoltare;
ma è davvero bello raccontare.
questa non attutiva rumore,
lo moltiplicava.
l'ho ritrovata oggi,
la forma improbabile,
covo di ragni e polvere.
non ricorda i momenti più belli,
ma sembrava conoscermi più di quanto io volessi ammettere.
inchiostro sbiadito,
foglio ingiallito.
pensiero sfumato.
e d'un tratto,
prima di addormentarmi.
ecco l'identico odore,
il sentore di quella cantina umida
dopo la passione.
solleva risentirlo,
quasi che non passasse il tempo.
...o forse certe cose non sono fatte per cambiare negli anni.