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visitato *loading* volte
parole a perdere,
in fondo nient'altro che.
per essere sempre uguali a sè stessi bisogna prima essere qualcuno
e mi sembra un buon punto di partenza,
affatto scontato.
c'è stato un tempo in cui non si aveva paura,
non era normale averla.
ora invece il riflesso della lama può dare sicurezza.
forse si inizia ad invecchiare
quando il numero degli abbandoni è di gran lunga maggiore del numero degli inizi.
il cielo ed il mare sono del medesimo, sfuggevole, colore.
una leggera foschia aiuta a nascondere la linea che divide uno dall'altro.
in mattine come queste adoro l'odore di smog del porto.
chissà poi per quale motivo...
grigio negli occhi,
grigio nel naso,
il grigio è ovunque.
forse perchè è tutto fuori,
e per una volta non me lo porto dentro io
(il grigio).
adesso mi metto e scrivo qualcosa.
due giorni febbrile,
difficile rilassarsi ora.
frugo nelle tasche,
perennemente piene.
evidentemente si vive anche di ripetizioni.
e succede spesso.
ormai
l'umidità atavica del mio asciugamano sembra così lontana,
che quasi sembra non sia mai esistita.
in tempi migliori avrei detto:
"datemi delle difficoltà e mi mostrerò vivo"
in realtà non c'è nessuna frase ad effetto.
(applicata censura)
datemi l'ardua normalità
e mi mostrerò.