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visitato *loading* volte
dopo pranzo.
penso alla maleducazione,
diffusissima.
è ovunque,
come l'aria.
o la polvere.
alle volte vorrei cominciare ed estirparla,
sperando che sparisca da ogni angolo,
altre volte invece mi dico:
"di qualcosa si dovrà pure morire"
non è molto,
però...
passeggiare sulle note di "non importa" mi mette di buon umore:
dovrei ricordarmelo.
suonare.
un campanello,
un imperativo,
un desiderio,
un'ossessione (?)
uff,
aspettiamo.
apro,
leggo,
sorrido.
perchè non copiarlo?
fortunatamente oggi il sole si nasconde,
anche se, a dir la verità,
al momento della scrittura,
era tutto molto più grigio.
oggi il solito grigiore è particolarmente gravido.
un po' come, dopo giorni di nuvole immobili, finalmente inizia a piovere.
è quasi una liberazione,
non che fregasse qualcosa,
ma almeno trova un senso l'apparente attesa dei giorni precedenti.
sembra sia passato molto tempo dall'ultima volta che ho scritto su carta.
l'affanno della matita contro il foglio da un sottofondo inquieto.
la velocità fa voltare lo sguardo,
quasi che l'incedere spedito dei pensieri lasci trapelare qualcosa,
credo di no.
credo sia solo curiosità, rara distrazione in questo (solito) grigiore.
il cellulare inizia a fare le valigie,
i tasti diventano sordi,
giocare a snake si fa sempre più difficile.
ciò mi preoccupa,
come farò adesso?
mi piace giocare a snake,
mi libera dai pensieri,
anche se attira sguardi indiscreti.
aggiunta:
devono aver cambiato l'interlinea,
ne prendo atto.
il post sottostante poteva essere più gradevole.
colori:
verde (pochissimo)
nero (in abbondanza)
giusto così per ricordarmi.
giornata di scontri con una delle tante avversità.
sto soccombendo,
ma la resa è ancora lontana (purtroppo?).
direi che sono nel pieno del periodo di re mida al contrario.
fatemi toccare qualcosa e si tramuterà in escremento.
la volgarità è obbligata nella definizione di chi mi sta accanto.
sfioro solo stronzi.
un sorriso per voi,