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visitato *loading* volte
il collo sopporta il peso di un'estate mai gradita.
un palmo madido,
la fine di un amore?
chi può dirlo
(che sia l'amore a finire)
chi dice che la pazienza è una dote?
i soldi sono una dote,
o almeno un servizio da dodici.
non ho mai sofferto l'imbarazzo del silenzio.
anzi,
spesso me lo godo.
forse è l'unica cosa che posso fare,
conscio di essere assolutamente incapace di trovare (dal nulla) argomenti (futili),
con l'unico fine di produrre rumore.
sono capace invece di ricordare frasi di qualche settimana fa.
la rabbia è un sentimento sicuro,
non tentenna la rabbia.
piccoli problemi scansati occupano comunque spazio,
una pentola a pressione senza valvola non serve a niente,
solamente ad attendere l'esplosione.
nell'attesa mi leggo.
la fiducia è un castello di carte,
serve tempo e perizia per costruirla,
un attimo e una leggera brezza
per farlo cadere.
in balìa dell'altalena indecisione,
ho esitato fino all'ultimo
a cambiare contesto a queste parole,
trasportandole in un più "mondano" contenitore.
ma la paura che andassero sprecate ha prevalso.
spero di poterle riutilizzare laddove sono state concepite.
sembra che alcune parole non abbiano ancora raggiunto uno status tale da poterle utilizzare nella scrittura,
come fossero onte da nascondere in fondo a cassetti,
in armadi di buon gusto.
ma in certi momenti,
tutti parlati e mai scritti (se vissuti),
rimangono solo quelle.
avrei un po' di cose da scrivere,
ma la voglia è una strettoia
che assiste ad un perenne ingorgo.
raccolgo e leggo me stesso di qualche tempo fa,
ma ancora attuale.
odore pungente di gelsomino.
immagine sensoriale perfettamente calzante.
il dubbio è un fastidioso sibilo che accarezza i timpani
e fa rabbrividire
in parte non voluta,
ma neanche fugata.
diciamo che non ho fatto alcun passo in avanti,
aspettando che fosse l'immobile ad avvicinarsi a me.
ma poco importa,
un esonero da una montagna di piagnistei è sempre ben accetto.
dispiace, ma si ricomincia.