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visitato *loading* volte
una canzone incompiuta è come un concetto non espresso
che occupa spazio in testa
nel suo fastidioso essere immobile e inutile.
oggi,
domenica di fatto,
potevo affogare
o prendere fiato.
ho salvato il tutto levandomelo
il fiato,
e donandomi l'aspettato sorriso.
ci voleva poco,
solo un paio di gambe indolenzite.
una non promettente serata acquista ancora più valore se viene salvata.
mi sono dedicato ai saluti,
ho regalato sorrisi e strette di mano.
forse la soddisfazione è data anche dalla certezza di un interessamento femminile,
o forse anche dalla birra.
sono un romantico,
monogamo,
alcolizzato.
esibizione (a mio avviso) degna di nota.
tra le migliori in circolazione?
forse.
il pavimento ondeggiava esprimendo consensi alla serata.
ho provato gli amari,
ma continuo a preferire il montenegro.
dovrò sobbollire per due lunghe settimane,
in attesa di un responso.
dovrò rimanere in questo odioso limbo...
ho constatato che una semplice camminata può essere davvero fastidiosa.
non sopporto la spocchia.
nessun caso escluso.
alcuni minuti dopo,
altra camminata.
la spocchia ha cambiato posizione.
subito allontanata con una domanda:
"non hai mai voluto essere qualcun'altro?
non per forza migliore,
semplicemente altro rispetto a te"
annuisco.
tu?
forse riemergo dal bagno di pece degli ultimi giorni,
forse basta pensare un po' di meno
e far scorrere la pellicola.
forse è anche il conforto di vedere tutto chiaro nella mente,
raggruppato in poco spazio ciò che fino a ieri era fumo senza confini.
la brace cova sempre,
sono giorni respirati più che vissuti.
inspirati,
fatti uscire,
senza alcuna traccia,
senza alcun effetto.
uguali a molti altri.
non concepisco la bramosia del prenotare,
non amo prenotarmi.
anzi, diciamo pure che odio prenotarmi.
c'è un rumore di fondo,
un fastidio velato,
imprendibile sottovento.
stagione geometricamente inconciliabile.
multa la mia altalena.
digiuno di idee,
torno al torpore.