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visitato *loading* volte
sono giorni a metà,
il freddo deve avermi congelato dita e parole,
o forse è solo noia (autocitazione).
piccolo resoconto?
maledico cibo e birra,
supplico lo stomaco,
disprezzo il capodanno,
rimpiango (poco) il natale,
mi arrendo alla pigrizia,
mi preparo per migrare al freddo.
non aspettatemi,
mi farò attendere
(o forse no?)
pomeriggio faticoso,
pensieri sparsi.
non credo di essere fatto per la grande città,
di sicuro non sono tagliato per stare in un negozio affollato.
immaginatemi in un affollato negozio di una metropoli...
giravo spaesato in questo brulicare di persone,
lo sguardo disperato, alle volte si fermava, poi ripartiva.
ho avuto la sensazione (probabilmente certezza) di fare esattamente tutto ciò che altri hanno fatto prima di me,
per un attimo nella mia testa si è illuminata la parola "gabbia".
ci sono persone a proprio agio nella folla,
il più delle volte si muovono lentamente
e riescono a fermarsi esattamente nel punto più fastidioso per il regolare flusso della "fiumana umana".
altri invece hanno un passo sbagliato,
troppo veloce,
sono quelli che, costretti a bloccarsi costantemente,
si trovano sempre sul punto di cadere sulla persona che li precede (il più delle volte signora+pelliccia+gioielli),
indovinatemi.
sotto natale siamo tutti più buoni...
...vorrà dire che cominceremo a mangiarci l'un l'altro.
natale, natale...
ci sono sere in cui mi eclisso
e vorrei essere tanto,
tanto diverso da quello che sono...
che fare?
andare a dormire può aiutare.
alla fine,
domani non è un'altro giorno?
l'altra sera ho finalmente visto i marta sui tubi dal vivo.
cercavo un aggettivo adatto per descrivere l'esibizione del gruppo.
peccato che il vocabolario mi abbia dato buca,
"immensi" o "devastanti" non rendevano abbastanza l'idea del totale annullamento di personalità subito.
l'autostima si è risentita,
non le ho dedicato troppe attenzioni,
preso com'ero nella ricerca di aggettivi.
alla fine, scura in volto, ha smesso di parlarmi
e così, in mezzo al buio del locale, mi ha piantato in asso
e se n'è andata.
non credo troppo nelle feste comandate
(non importa che siano più o meno sante),
credo molto di più nelle serate ben riuscite.
ho la netta sensazione di aver inghiottito una tagliola,
al momento dovrebbe riposare
bloccata nello stomaco.
tipico del periodo post-agitazione.
però credo (o spero?) di essere riuscito a battere
almeno questa volta
la mia inesauribile fonte di frustrazione
e ciò non può essere che positivo.
negli ultimi giorni ho letto più volte l'ultimo post,
mi ero convinto che fosse perfetto come ultimo post di questo blog,
dava un'idea di sospensione che mi piaceva.
dal momento che non faccio mai le cose per bene scrivo.
scrivo del nulla,
giusto così per scrivere.
probabilmente l'impulso è dovuto al piccolo incrinarsi della mia dolce routine dell'ultimo periodo,
il problema è che sono giornate di così palese serenità che non mi viene nulla da dire.
se non che stasera,
tornando a casa leggermente preoccupato,
ho sentito un cd che ho amato molto,
"Sublime acoustic: Bradley Nowell and friends"
stupendo.
dovreste sentirlo,
e sentire il mio umore migliorare cantando parola dopo parola.