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visitato *loading* volte
ascoltando (con inevitabile trasporto) quella canzone, mi è venuta un'idea:
mi piacerebbe ricreare quella sensazione che si prova quando si torna a casa tardi la sera.
solo in macchina,
strade deserte,
magari quando ha appena piovuto (com'è capitato stasera).
e lì rifletti su qualsiasi cosa,
con un sorriso nostalgico,
pensi a come alle volte non si riesca a scegliere il proprio futuro,
e come alle volte queste scelte possano pregiudicare il nostro futuro sorriso.
forse la soluzione la suggerisce la sera stessa,
dormire, con serena rassegnazione.
"paaa pappapaaa paaaa..."
prendo una boccata d'aria dallo studio affannoso,
testimonianza della mia scarna preparazione.
ascolto della musica,
canzoni mai sentite e canzoni da troppo tempo dimenticate.
forse è passato davvero troppo tempo per riascoltare certe canzoni...
aiuto,
sono caduto nella trappola nostalgica del punk rock!
devo pensare ad altro...
ier sera mi sono perso la loro esibizione,
peccato, senza elettricità avranno sicuramente eseguito la mia canzone preferita.
perciò oggi ho riascoltato il cd acquistato sotto natale.
sensazione ovattata,
data dall'estrema escursione termica tra fuori e dentro l'abitacolo.
le canzoni che ho associato all'inverno suonavano decisamente diverse nello scontro con la desolazione assolata del pomeriggio
(e poi mi vengono a dire che l'estate è una stagione allegra),
d'un tratto (probabilmente qualcosa s'è spento) mi sembra di essere tornato indietro di un anno,
quando ascoltavo quelle due canzoni in viaggio con lo stesso clima.
vorrei dare un nome a questa sensazione,
ma il caldo me lo impedisce.
non mi piace il caldo, non mi piace proprio.
il caldo fa sciogliere le sensazioni,
l'afa soffoca i sorrisi...
la giornata, anche per questo non è stata positiva.
stasera alla mia finestra c'è una luna che sembra il faccione di billy corgan...
oggi invece la visione era diversa,
c'era un che di commovente in ciò che vedevo (starò invecchiando?) .
fissavo un bambino che giocava,
guardavo i suoi movimenti,
sentivo ciò che diceva,
cercavo di ricordarmi.
ovvio,
non mi ricordavo niente,
ma il solo tentativo mi ha emozionato.
come diceva chi troppo spesso viene citato,
ho tutto in testa ma non riesco a dirlo.
sono giorni di estetico autunno,
ciò mi rende sereno nonostante tutto.
insieme agli altri esco sull'aia,
tutti richiamati da questa strana pioggia.
alzo gli occhi,
raccolgo la mia perla,
guardo gli altri;
tutti presi a guardare in alto, inebetiti restavano immobili.
sconsolato torno nel recinto,
un'occasione sprecata.
piccola (o grande) domanda:
ma il metal è di destra?
con un sorriso beffardo
sono passati 3 anni da quella telefonata,
non l'ho mai conosciuto così a fondo, ma era una di quelle persone che ti piacciono subito,
gentile, solare, rispettoso.
forse per questo motivo il suo ricordo è ancora lì,
ancora non intaccato da polvere o falsi vittimismi.
ier sera sono andato al suo concerto.
aspettando l'esibizione, discorrendo con persone più o meno consciute, mi compiacevo del mio allontanamento da certe logiche (devo cercare di non diventare presuntuoso)
ma quando sono saliti loro...
non c'è stato più nulla da fare,
mille ricordi in un momento,
un'energia di cui mi ero dimenticato,
davvero grandi,
forse troppo grandi,
per questo non so se saranno mai capiti.
pareri opposti mi giudicano,
lusingato, umiliato, poco importa.
peccato che nessuno la pensi come me.
ormai mi sto abituando alla lentezza dei miei pensieri,
quasi mi fossi dimenticato della velocità a cui ero uso (è giusto?)
alle volte il pensiero si fa fastidioso,
allora comincio a contare:
1, 2, 3, 4...