oggi
agosto 2008
giugno 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
visitato *loading* volte
un attimo prima era (paranoica) primavera.
giusto il tempo di accorgersene
e arriva il diluvio universale a portarmi in dono pochi minuti di (immotivata?) felicità in questi giorni privi di sorrisi.
il sole scompare e resta solo una timida luce dietro alle tende tirate dalle nuvole.
il rumore della pioggia-misto-grandine è forte,
il momento è magico, cerco una giusta cornice.
"Mexico" dei Cake.
il volume è tanto, per sovrastare la pioggia.
canto.
canto decisamente bene.
canto col sorriso sulle labbra.
penso solo alle parole, nient'altro,
non c'è nient'altro.
"I had a match, but she had a lighter,
I had a flame, but she had a fire..."
sono contento.
oggi è stata decisamente domenica.
di quelle domeniche rancide, immobili, come un post sbornia,
in cui pensi all'errore fatto al risveglio.
sono giorni di studio violento,
violento
nel senso che fa male,
alla mente, al fisico, all'umore.
in più il clima non aiuta, odio la primavera,
non è per fare quello diverso per forza, ma la primavera mi mette tristezza,
i pomeriggi assolati mi danno un senso di abbandono.
si, è ufficiale,
sono preso male,
per questo scrivo,
altrimenti avrei fatto altro.
(abbasso il volume, i marlene kuntz sono troppo casinari quando devo scrivere)
sono giornate umide, come il mio umore.
nebbiose, come la mia vista.
accuso un'oggettiva carenza di ore di sonno,
sembra che in questi giorni non abbia seriamente vissuto,
piuttosto mi sono guardato vivere,
intanto però pensavo ad altro.
sonno.
forse è semplicemente questo il motivo del mio stato d'animo.
mi stavo chiedendo se scrivere qualcosa mi avrebbe fatto stare meglio,
io comincio a scrivere, poi vedrò se funziona
(nuotando nell'aria, rialzo il volume)
...alle volte mi chiedo se c'è un che di masochista nel bere di continuo il caffè da quella macchinetta...
...un'autoflagellazione dei giorni nostri?
stanotte sono tornato a casa,
ma ero così stordito che non sono riuscito a postare questo pezzettino.
quindi lo faccio ora.
l'alcol permette una visione distaccata del mondo.
oggi la gente sembrava stupida
e io sembravo una rockstar.
vedevo la scena da fuori e mi dicevo:
"guarda come corrono tutte quelle formichine"
vado a dormire sorridendo.
e sorridendo mi risveglierò formica.
riesco perfettamente a conciliare la mia veste da idiota (che vestirò per l'esibizione di stasera)
e il mio lato più intimista e segaiolo (in senso mentale,quello fisico è della veste di cui sopra).
non so quanto sia un pregio.
sicuramente ascoltare certe canzoni non fa bene quando non sono allegro,
ma certe frasi sembrano scritte solo per questi momenti.
"...sarà che non c'è il sole, sarà che tutto sembra resti uguale, sarà quel che sarà, sono preso male..."
"...sono sul fondo e scavo ancora, sono giù..."
con un mezzo sorriso, non di più
non si invecchia tutti insieme,
alcuni viaggiano sulla corsia di sorpasso (anche io?).
sinceramente, sono un po' deluso
mi aspettavo qualcosa in più.
forse sbaglio,
ma non c'era empatia (parola che ho imparato l'altro ieri e del cui significato non sono assolutamente certo).
due anni fa c'era
(qualsiasi cosa fosse).
l'ignoranza è viscida e gommosa.
e puoi correrle incontro quanto vuoi,
anche con tutta la forza possibile.
ti respingerà indietro in egual misura.
che schifo.
la sua gentilezza quasi servile oggi mi ha aperto gli occhi,
purtroppo il suo comportamento ha risuonato in me con un misto tra tenerezza e tristezza,
è un peccato.
ha ragione Franz Goria quando canta: "Devi essere violento se vuoi essere vincente"
ha ragione
purtroppo.
il pomeriggio è stato piacevole, a differenza di ciò che avevo ipotizzato,
bene.
cena bavarese con dolce metà brianzola.
molte risate per la mela verde,
eravamo belli da vedere.
ora i crauti fanno di tutto per non essere dimenticati, ripresentandosi di tanto in tanto alla mia gola e bussando alla laringe.
ma imperterrito il mio stomaco continua a digerire.
fra meno di due ore dovrei incontrarlo,
non ne sono sicuro perchè non ha risposto (sono contento per questo?).
non so, non credo di volerlo vedere,
non che mi dispiaccia, potrebbe anche essere piacevole.
di sicuro non mi disturberebbe.
...eppure sono teso, in uno stato ansioso tra i peggiori,
è sempre così con lui.
inutile nasconderselo, so benissimo perchè ho paura,
perchè lui è la testimonianza vivente e barcollante di quanto possa essere stato cattivo e superficiale,
tutto questo senza fare niente,
semplicemente stando fermo.
ieri sera prima di addormentari scorro qualche canale.
e lì, fra un sacco di roba poco interessante per le mie palpebre che aspettavano solo che spegnessi la luce,
lo vedo,
è lui,
è tuco.
tuco che corre in mezzo al cimitero alla ricerca della tomba giusta.
ho scovato il finalone de "Il buono, il brutto e il cattivo".
fantastico, il duello (o triello?) che vede i 3 protagonisti scrutarsi,
primi piani sempre più epidermici, fino a vedere solo gli occhi,
una colonna sonora allucinante, che ti fa capire come tarantino abbia raccolto a piene mani da questo bacino di idee.
bellissimo.
il sonno se n'è andato,
ripresentatosi (gentilmente) solo alla fine del film,
sorridendo, lo saluto.
"ehi biondo, lo sai di chi sei figlio tu?"
la mia stridente incoerenza mi graffia lo stomaco,
mi fermo,
guardo fuori,
i rami innevati dalla luce adombrano un cielo azzurro che sembra fatto a pastello.
sorrido, pensando alla serata milanese di ieri,
la notte aveva un non so che di primaverile,
sensazione data più dalla compagnia che dal tempo.
di una primavera lontana ma ancora vivida nella mente
oggi nessuno spunto, nessuna idea.
ma provo piacere nell'aggiornare il blog con costanza.
quindi ringrazio,
scarto
e leggo:
"L'anima è per se stessa un imperiale amico, o la più angosciante spia che un nemico possa mandare" (Emily Dickinson)
...se ci penso mi sento le ossa rotte...
convinto com'ero che sarebbe dovuta essere una brutta serata, mi sono lanciato tra le braccia del bar e in 3 passi si è delineata la mia fine:
il primo ha aperto la strada,
la torta mi ha congelato lo stomaco,
il secondo mi ha steso.
porto a casa il primo risultato, per il secondo passo la mano al navigatore,
poi però cedo.
e lì un clichè (per fortuna) poco abusato dalla mia persona.
ora solo un po' più vuoto e un velo di tristezza
in compenso al basso ho davvero un bel groove...
disappunto e sarcasmo si incontrano,
come due mani in un applauso.
bravi, bravi,
clap clap clap clap.
è tornata (prepotentemente) la neve.
la mia piccola performance canora per questo è saltata
tornato a casa, guardo dalla grande finestra
il panorama limitato dalla nebbia,
nella quale si fondono, rami, tetti e quant'altro.
mi piace davvero la nebbia, mi piace tanto.
mi berrò un caffè